|
Shin Ki Tai
3° Stage estivo bambini di Karate-do dal 9 al 13 Giugno 2008
Busana (RE)

Divertimento, formazione e ………
L’appuntamento incontro con i giovani allievi del Maestro Luca Torreggiani, si è tenuto, come l’anno precedente, immersi nel verde dello splendido bosco che ospita la struttura il Castagno di Busana. A differenza del 2007 la durata delle stage è stata di cinque giorni, anziché tre, di esperienza piena.
Appena arrivati il tempo di appoggiare le borse e subito, con il saluto d’inizio stage, il Maestro ha dato il benvenuto ai ragazzi, che da questo momento in poi si sono calati tra gioco e marzialità in quella che sarà per loro un’esperienza di approfondimento di tutto quello che viene trasmesso nelle lezioni in palestra.
Quest’anno il Maestro mi ha coinvolto personalmente nell’aiutarlo a gestire questo splendido ritiro giovanile, che mi ha visto per la prima volta cimentarmi in un’esperienza di questo tipo.
Anche se il tempo meteorologico non è sempre stato dalla nostra parte, abbiamo comunque potuto svolgere tutto quello che il programma richiedeva, grazie al grande salone a nostra disposizione.
Il Maestro ha saputo alternare le varie attività in modo tale da ritrovare sempre un filo conduttore con quello precedentemente svolto, intrecciando nozioni, pratica e attività proposte sempre in modo serio e rigoroso, ma anche semplice e comprensibile da tutti. Infatti quest’anno, a differenza dei precedenti, l’età degli iscritti era molto più eterogenea (dai 7 ai 12 anni) e la presenza di molte cinture gialle non rendeva sempre facile strutturare un programma interessante anche per i gradi più alti.
Fra le molteplici attività proposte ha riscosso particolare interesse ed entusiasmo il torneo di shogun, un evoluzione complessa della nostra dama: qui si sono visti vari atteggiamenti d’approccio al gioco dove, così come nella pratica del karate, ognuno ha espresso il proprio modo di partecipare, di essere.
Al mattino la colazione era preceduta da un po’ di ginnastica, diversificata ogni giorno: un po’ di Daruma Taiso, un po’ di Yoga e una mattina anche un allenamento riservato ai gradi più alti con lo studio di un nuovo kata superiore.
Gli allenamenti hanno visto lo studio di un kata e la sua applicazione, tecniche di combattimento preordinato, lo studio dei vari modi di usare le mani e le parti del corpo per colpire, una lezione di difesa personale, fino ad arrivare ad una lezione di combattimento con le spade di legno, “rigorosamente procurate nel bosco”…
Non sono mancate le lezioni di origami: antichissima arte che da un semplice foglio, con precise pieghe, da forma e dimensione alle più variegate composizioni: anche qui si è potuto notare come chi avesse più esperienza nel karate era anche più preciso e paziente nella realizzazione di quanto proposto.
Una lezione altrettanto formativa è stata quella degli ideogrammi giapponesi, che ha visto i ragazzi cimentarsi nella traduzione e scrittura del proprio nome con pennelli e china.
Ci sono stati momenti di lezioni teoriche riguardanti la storia del karate tradizionale, le sue origini, fino ad arrivare ai nostri giorni, così come noi lo pratichiamo; il tutto immersi nel castagneto secolare sottostante l’albergo.
Non posso non menzionare un momento della giornata molto atteso da tutti, i pasti: credo che in parte, come si dice spesso, la montagna influisca sull’appetito, ma soprattutto stimolati da tanta attività, e da un ottimo ed abbondante cibo, posso dire che non abbiamo faticato molto a farli stare a tavola!
Apro una parentesi che interessa sempre più persone, la questione delle intolleranze alimentari: in questa struttura abbiamo riscontrato una buona recettività e preparazione a tal proposito e questo dà modo di potersi tranquillamente affidare loro.
Non è mancata (visto la vitalità e l’energia del dopo cena) la visione di alcuni filmati, come il film”l’ultimo samurai”, molto apprezzato e che tanto ha stimolato curiosità e approfondimenti riguardo la vita dei samurai, e così il filmato spettacolo dei monaci shaolin, che ha dimostrato loro, portato all’eccesso, cosa si può arrivare a fare con disciplina e dedizione assoluti.
Non potevamo poi rinunciare alla tanto attesa caccia al tesoro (anche se la pioggia ci ha messo alla prova) – dove le squadre dovevano conquistare degli indizi attraverso il superamento di cinque prove: prova di kata, combattimento simulato con bastoni, origami, traduzione di ideogrammi e posizione yoga – tutto questo dovendo ottenere il mio benestare in qualità temporanea di monaco locale.
Unica parentesi che ci ha allontanati dal nostro dojo di montagna è stata l’esperienza al parco avventura di Cerwood: questa struttura composta da passaggi più o meno complessi tra gli alberi, ha evidenziato come ognuno ha saputo affrontare le varie difficoltà a modo proprio, mai spinti dall’entusiasmo di altri, ma sempre per quello che poteva e si sentiva di fare. Questa è stata in generale una bella dimostrazione di consapevolezza personale.
In tutto questo, se pur con piccole parentesi di capricci personali “a ricordarci che sono pur sempre dei bimbi”, l’atteggiamento complessivo è stato molto positivo, a dimostrazione che la disciplina applicata nella nostra pratica forma sicuramente il carattere.
Con questo non voglio - ma soprattutto non posso - dire che praticare karate faccia migliori le persone, ma mi limito ad affermare che sicuramente per come la pratichiamo noi, mette in luce le personali potenzialità fisico caratteriali in modo piacevole, quindi……… divertimento, formazione…..karate.
Concludo, pensando a quanto ha dato a me questa esperienza: mai mi sarei immaginato così a mio agio nell’essere coinvolto in modo diretto nella gestione delle varie situazioni in cui mi sono trovato ad affrontare insieme a Luca, che riesce passo dopo passo a rafforzare quello che già esiste.
Non posso che sentirmi onorato di essere un suo allievo.
OSS
Andrea Gozzi







|