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Yoga
Insegnanti
Riccò Giuseppina, Malagoli Valentina Yoga Ratna
Accadde un tempo che un pesce ascoltasse affascinato il dio Shiva insegnare alla dea Parvati, sua sposa, i segreti dello yoga. Scoperto dal dio, venne scacciato. Nuotò allora per lungo tempo alla ricerca di un luogo in cui vivere, fino ad approdare alle coste dell’India dove, non appena ebbe toccato terra, miracolosamente si trasformò in uomo.
Gli abitanti del luogo lo accolsero fra loro e lo chiamarono Matsyendra, Signore dei Pesci, ed egli, per ricambiarli dell’ospitalità ricevuta, insegnò loro tutte le posizioni dello yoga…
Questa antica leggenda che tocca le remote origini dello yoga e ne fa trapelare l’alone di segretezza e di mistero che per tanto tempo lo ha caratterizzato, ci rivela anche, nel suo significato più profondo, le finalità più alte di questa affascinante disciplina: attraverso gli insegnamenti di Shiva, il pesce si è potuto trasformare in uomo, essere perfetto; allo stesso modo attraverso la pratica dello yoga l’uomo ha la possibilità di riprendere contatto con la propria corporeità, di trasformarsi e migliorarsi, superando se stesso, di ritrovare insomma la propria reale natura e di vivere in conformità con essa.
Lo yoga deriva il suo nome dalla radice sanscrita “yus” che significa “aggiogare, collegare”: le sue finalità sono dunque quelle di congiungere la parte razionale dell’uomo con la sua parte istintiva, di tenere sotto controllo (aggiogare appunto) la mente e il corpo, di consentire e favorire l’unione dello spirito individuale con lo spirito assoluto, superando il dolore provocato dalla non-conoscenza, dall’incapacità di distinguere la realtà dall’irrealtà, eliminando il conflitto interno fra natura e spirito.
Questo è lo scopo che si propongono le principali vie dello yoga sviluppatesi nel corso dei millenni: Bhakti yoga, la via della devozione; Jnana yoga, lo yoga della conoscenza e della saggezza; Karma yoga, la via dell’azione; Raya yoga, la via reale, scienza del controllo fisico e mentale. Otto sono i rami del Raja yoga, fasi progressive e discipline che purificano corpo e mente conducendoli all’illuminazione: yama e niyama (regole morali per vivere in pace e armonia con sé stessi e l’ambiente circostante), asana (posture), pranayama (regolazione del respiro), pratyahara (il ritirarsi della coscienza, allontanandosi dagli oggetti esterni), dharana (concentrazione), dhyana (meditazione), samadhi (illuminazione).
Pratica delle asana ed esercizi di pranayama sono i pilastri dell’Hatha yoga, a sua volta una sezione del Raja yoga. Attraverso la pratica delle asana, posizioni che si mantengono nell’immobilità, in assenza di sforzo, con il controllo del respiro e della mente è possibile migliorare il benessere fisico ridando mobilità ad articolazioni bloccate, sciogliendo le tensioni accumulate, allungando la muscolatura contratta e tonificandola, riequilibrando il sistema nervoso, migliorando la circolazione. Senza contare poi che dalla cura del corpo, “tempio dello spirito” derivano benefici e salute anche per la mente attraverso il potenziamento delle facoltà mentali e il miglioramento delle capacità dello spirito.
Il pranayama è il controllo del respiro: Prana è il principio vitale che pervade e governa tutto l’universo, con cui entriamo in contatto proprio attraverso il respiro; il suo controllo, attraverso esercizi di respirazione mirati, produce benefici effetti per tutto l’organismo, sviluppa la capacità di concentrazione, rende più equilibrata la sfera emotiva, contrastando nervosismo ed irrequietezza.
“Le asana rendono forti e leggeri e ci liberano dalle malattie”
“Quando il respiro è agitato la mente è instabile, ma quando si acquieta, anche la mente è in pace”
(Hatha Yoga Pradipika)
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